La Vita secondo Jigoro Kano

kano-jigoro

Di Tomoeda Tadahiro (Judo 8° Dan)-Rivista Uff.Kodokan di Tokyo vol.6 n’5 del 15.11.1955 – Traduzione di Alessio Oltremari

Non parlerò direttamente di Judo ma mi soffermerò su alcune riflessioni circa la concezione della vita che aveva Jigoro Kano. Sarò molto lieto se saprò dare al lettore una idea di tutto ciò. Jigoro Kano è colui che viene considerato il padre del Judo. Con la fine dei Tokugawa e l’inizio della restaurazione Meiji il Giappone si liberò dalla schiavitù del feudalesimo, inglobando in tutti i campi della vita , dalla politica alla economia, fino ad i metodi educativi i punti di vista occidentali. In questa epoca gli esperti di Arti Marziali ( Bujutsu) erano malvisti. Fu in una epoca generalmente ostile alle attività fisiche che Jigoro Kano, allora studente universitario, si impegno nello studio del Ju jitsu. Alla università egli eccelleva in filosofia , economia e aveva grande riguardo per la filosofia confuciana e per la sua regola ” Prima la Nazione, poi il Mondo”. Jigoro Kano studiò il Ju Jitsu non solo come si intendeva allora, come una prativa da combattimento, ma egli vedeva in esso anche uno sport , ma soprattutto per lui era il suo hobby, in cui infondeva tutto il suo impegno e la sua passione. Nell’osservare come egli ha creato la sua disciplina è facile scorgere gli echi del periodo storico in cui ciò avveniva. La restaurazione Meiji adottò lo slogan “Civiltà luminosa” e per il popolo “successo e elevazione del tenore di vita”, quale motto dell’individuo. Tra i paesi stranieri che più hanno influenzato il Giappone figurano di certo la Germania con i suoi ideali filosofici, la Francia, per la sua concezione del Diritto, ma soprattutto la Gran Bretagna per la sua cultura, che più di ogni altra nazione influenzò la cultura nipponica. I Giapponesi, popolo più pratico che meditativo, inglobarono senza difficoltà questo modello culturale. Su questa linea il Maestro Kano insegnava una pratica del Judo basata su concetti razionali: · Migliorare il corpo. · Infondere una disciplina spirituale. · Educare all’idea di progresso. La disciplina spirituale  e in senso lato la filosofia di vita di Kano sono riassunte nelle due massime che tutti conoscono: · Il Miglior uso dell’energia. · Amicizia e mutua prosperità. Nel Judo viene impiegata ogni parte del corpo, braccia, gambe, muscoli, nervi. Tutto il corpo è preparato a qualsiasi evenienza ma l’attenzione verso lo stato mentale è la cosa più ricercata, proprio perché lì risiede il lavoro che porta verso “Il miglior impiego dell’energia”. Questo principio in fondo contiene anche il concetto di “Efficienza”, così caro alla civiltà moderna, ma Jigoro Kano raccomandava anche il concetto di “Amicizia e mutua prosperità”. A volte il Judo può essere stato interpretato come GO DO ( Via della forza), ma per sua stessa natura il Judo è invece il  MICHI ( altro modo di pronunciare DO) dello YAWARA ( altro modo di pronunciare JU).  Il concetto di YAWARA ha però un senso più ampio, racchiudendo in sé l’idea di “WA”, ovvero Armonia. Da questo deriva che il Judo è anche “Mutua prosperità”, intendendo con ciò pace e cooperazione sociale. Per raggiungere questa sintesi Kano studiò e meditò a lungo. Durante il suo dottorato alla Higher Formal School di Tokyo spesso discuteva di questi principi con gli altri docenti, lasciando che essi esprimessero il proprio punto di vista e spiegando poi la sua visione di questi  temi. Kano era molto fermo nell’asserire ciò che egli riteneva giusto, per lui questi principi erano alla base del Judo come alla base dei principi fondamentali dell’umanità. La sua grandezza, in relazione allo spirito del suo tempo, fu la capacità di armonizzare e fondere i principi del Judo con la vita di ogni giorno, rendendo quest’ultima un mezzo di pratica etica. Il Maestro Kano non ricercava come ultima virtù del Judo la capacità tecnica, ma mirava al fatto che la pratica dello Yawara fosse un mezzo volto alla disciplina dello spirito. Così il Judo fu fondato su questi principi, o meglio , questa filosofia e questa concezione della vita, prendono forma nel Judo. Tutto questo è ciò che noi chiamiamo Judo del Kodokan, creato e costruito da Kano stesso. Sotto questo nuovo nome si nasconde una sostanza antica, non strettamente nel senso storico, ma in quanto che la natura intrinseca del Judo risuona nella interiorità delle persone di ogni luogo e di ogni tempo. E’ logico che il Fondatore volesse la popolarità di questa arte. In quel periodo i maestri di Bu Jutsu avevano perso la dignità propria di un maestro o di un guerriero, e fu scontrandosi con questa realtà che Kano sentì di dover insistere sul lato spirituale della pratica. Dopo che egli ebbe chiamato il suo metodo Judo ( in luogo di Ju Jitsu), le discipline del kenjitsu e del Kyujitsu assunsero il nome di Kendo e Kyudo. La adozione del suffisso DO ( a significare la volontà che la disciplina insegnasse il principio morale in accordo con la vita individuale) aveva un senso di ricerca di purificazione morale. Non fu così solo il Judo ma tutto il BU DO ( evoluzione del BU JUTSU, antiche Arti Marziali), a ritrovare la propria dignità e un nuovo slancio grazie allo sforzo di Kano. Kano favorì l’ingresso della pratica del BU DO nelle scuole, già dalla metà dell’era Meiji (1895). Tutto ciò modifico il modo comune di considerare il BUDO, che fu visto sotto una luce nuova, aiutando il popolo giapponese a coltivare la propria educazione, fisica e morale. La attività di Kano non era però soltanto volta ai problemi del BUDO, gli interessava lo sviluppo dello Sport in generale. Come membro del  Comitato Olimpico nazionale, partecipò alle riunioni internazionali e fece conoscere il BUDO in tutto il mondo. Elevando il rango del Giappone su questi fronti, egli viene ad essere considerato non solo il padre del Judo, ma del BUDO e dello Sport giapponese in generale. Una caratteristica del suo impegno fu l’introduzione nella scuola giapponese di corsi di Ginnastica e di Etica. Considerando che spesso nel BUDO si tendeva a concentrarsi sui particolari della tecnica, tralasciando l’allenamento mentale e che l’Educazione Fisica era ritenuta un argomento di secondaria importanza nelle scuole, istituì regolari corsi scolastici di Educazione Fisica dal 1913. Essi comprendevano Ginnastica, Judo, Kendo ed Etica. Venivano anche trattati Pedagogia e Filosofia. Dobbiamo a Jigoro Kano la valorizzazione del Judo ad arte posta a guardia della salute , creata sotto la forma di uno Sport meraviglioso. Quel che preoccupava Kano era che non andasse persa la disciplina spirituale contenuta nel Judo, ed è nostro preciso dovere impegnarci a preservarla.

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Un pensiero su “La Vita secondo Jigoro Kano

  1. Grazie Alessio

    L’articolo che hai inviato è non solo una spiegazione del significato delle “parole” JU e DO, ma suona come un monito, purtroppo inascoltato in gran parte, di non perdere il messaggio di Kano che non si limita alla tecnica. Nella mia visione nel mondo moderno servirebbe molto riprendere il concetto di amicizia e mutua prosperità per trasporlo in un messaggio di tolleranza che ai giorni nostri si è perduta.

    Filippo

    Inviato da iPhone

    >

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